UFFICIO NAZIONALE PER LE COMUNICAZIONI SOCIALI
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Documenti CEI

15 giugno 2016

Molti momenti della vita liturgica e dell’esperienza religiosa sono oggi oggetto di trasmissioni televisive e radiofoniche e vengono diffusi anche attraverso le reti informatiche con grande utilità per l’esperienza religiosa di tante persone. Occorre operare «per il continuo perfezionamento contenutistico e tecnico di queste trasmissioni »56. L’impatto e il ruolo dei mezzi della comunicazione sociale vanno valutati con attenzione, soprattutto in presenza di celebrazioni sacramentali, dove risultano fondamentali la sobrietà delle immagini e la pertinenza del commento. Per la natura e le esigenze dell’atto sacramentale non è possibile equiparare la partecipazione diretta e reale a quella mediata e virtuale, attraverso gli strumenti della comunicazione sociale. Pur rappresentando una forma assai valida di aiuto nella preghiera, soprattutto per chi è malato o impossibilitato a essere presente, in quanto offre «la possibilità di unirsi ad una Celebrazione eucaristica nel momento in cui essa si svolge in un luogo sacro»57, va evitata ogni equiparazione. Per questo stesso motivo risulta fuorviante trasmettere celebrazioni sacramentali in differita o in modo ripetitivo attraverso i media. Tanto meno si può pensare che le celebrazioni sacramentali possano avvenire tramite i media, come ipotizzato da alcuni per il sacramento della penitenza58.

dal "Direttorio sulle comunicazioni sociali nella missione della Chiesa"
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56 PONTIFICIA COMMISSIONE PER LE COMUNICAZIONI SOCIALI, Communio et progressio, 150.
57 GIOVANNI PAOLO II, Dies Domini, 54.
58 Cf PONTIFICIO CONSIGLIO DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI, La Chiesa e Internet, 9.

Norme per la trasmissione televisiva della messa

Il giorno del Signore

Comunicazione e Missione