UFFICIO NAZIONALE PER LE COMUNICAZIONI SOCIALI
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

“Mirabile Dictu”, consegnati i “Pesci d’argento”

Si è conclusa il 30 novembre a Roma l’VIII edizione dell’International Catholic Film Festival Mirabile Dictu. Miglior film "Ignacio de Loyola: Soldier, Sinner, Saint".
1 dicembre 2017

Si è conclusa il 30 novembre a Roma l’VIII edizione dell’International Catholic Film Festival Mirabile Dictu, con la cerimonia di premiazione presso Palazzo Taverna. Il Premio per il miglior film è andato a Ignacio de Loyola: Soldier, Sinner, Saint di Paolo Dy (Filippine. Nella foto le produttrici); miglior regista Pablo Moreno per Luz de Soledad (Spagna); miglior cortometraggio Come and see di Selina De Maeyer (Olanda); miglior documentario A Man of God di Krzysztof Tadej (Polonia).

“Di solito il cinema viene definito come la decima Musa, in realtà non perché sia la più recente, ma perché riesce a riassumere in sé molte iridescenze, molti volti delle Muse precedenti – ha notato nel suo saluto introduttivo il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura, che ha accordato l’Alto patronato al Festival fin dalla prima edizione nel 2010 –”.

“Il nostro vedere – ha ricordato il cardinale – è sostanzialmente un’attività simbolica. È una sorta di grande via della conoscenza, assieme alla parola, e di comunicazione suprema. Noi sappiamo bene che nella nostra lingua, che è molto ricca, c’è un ventaglio, un arcobaleno di parole per descrivere l’atto visivo – pensiamo per esempio alla differenza sostanziale tra ‘guardare’ (atto di percezione fisica) e ‘vedere’ (intuire, scrutare, contemplare, osservare): verbi diversi che esprimono la funzione principale che esercita lo spettatore che vede un’opera”. “Ogni opera cinematografica non marginale – ha proseguito – ha al suo interno anche un messaggio da comunicare e ha soprattutto, nel suo cuore, una delle realtà fondamentali per l’occhio e dell’esistere, cioè la luce. Nell’interno della luce, noi abbiamo una delle parabole, uno dei simboli fondamentali, teologici, trascendenti, perché sappiamo bene che la luce è esterna a noi, come Dio: è totalmente altro, ci supera, ci precede e ci eccede. Però al tempo stesso la luce è una realtà che ci fascia, ci avvolge, ci fa riconoscere, passa sulla nostra pelle, entra nei nostri corpi, ci riscalda e in ultima analisi ci fa esistere, perché se si spegnesse la luce, il nostro pianeta cadrebbe inesorabilmente nel nulla, nel silenzio, nel vuoto”. “Ecco, per questo motivo il cinema che ha la luce – non per nulla i suoi inventori si chiamavano paradossalmente fratelli Lumière, ‘luce’ in francese – ha anche un grande simbolo religioso come il vedere, la visione mistica… E il desiderio di questo Festival è quello di far sì che nell’interno del vedere e nell’interno della luce che regge il film, che regge il cinema, ci sia anche qualcosa di Trascendente, ci sia appunto anche un’eco, un irraggiamento, una irradiazione di quella luce suprema che è la luce di Dio”.

Dopo aver ringraziato i membri della Giuria, la presidente del Festival, la regista e produttrice Liana Marabini, ha ringraziato i presenti e i numerosi produttori che da ogni parte del mondo candidano ogni anno le loro opere, “dandoci speranza – ha dichiarato – per l’esistenza di questo genere cinematografico, che ha un futuro”.

Oltre mille le pellicole pervenute quest’anno alla segreteria del Festival. Questi i vincitori decretati dalla Giuria – presieduta dall’attore inglese Rupert Wynne-James e composta da monsignor Franco Perazzolo, esperto di cinema, per il Vaticano, dalla principessa Maria Pia Ruspoli, attrice, da Michèle Navadic, direttore della programmazione di RTBF (Belgio), dal distributore e produttore austriaco professor Norbert Blecha – ai quali è stato consegnato il Pesce d’Argento, ispirato al primo simbolo cristiano.

Miglior cortometraggioCome and see di Selina De Maeyer (Olanda).

Cortometraggio dall’alto contenuto artistico, è registrato in bianco e nero e senza parlato. Un bambino, guardando attraverso una finestra, sente risvegliarsi un misterioso desiderio… In risposta a questa chiamata silenziosa, accende una candela e si avventura da solo per le strade affollate di una grande città. Lungo il cammino diventa chiaro che qualcuno lo guida e lo accompagna allo scopo del suo strano viaggio.

 

Miglior documentarioA Man of God di Krzysztof Tadej (Polonia).

Un documentario sulla vita e le attività di padre Władysław Bukowiński, apostolo del Kazakistan e prigioniero dei campi di lavoro sovietici, dove ha trascorso più di 13 anni celebrando segretamente la Messa, confessando e annunciando Dio. Venne tradito, ma superò la sua avversione verso coloro a causa dei quali aveva sofferto. Un coraggioso missionario nell’Europa orientale, dove ogni giorno le persone subivano repressioni e non era permesso pensare a Dio. Padre Bukowiński si è dedicato alla gente, aiutandola con semplicità e gioia. È stato beatificato l’11 settembre 2016 a Karaganda (Kazakistan). Man of God è stato girato in Polonia, Ucraina e Kazakistan.

 

Miglior regista: Pablo Moreno per Luz de Soledad (Spagna).

Olga, figlia unica, deve prendersi cura del padre Arturo, uomo irascibile e malato. Sopraffatta dal suo lavoro, ha bisogno di qualcuno che la assista durante la notte e si rivolge all’ultima persona che suo padre vorrebbe vedere: suor Inés, una suora Serva di Maria. Il film racconta l’inizio dei Servi di Maria, congregazione nata a Madrid nel 1851 per ispirazione del sacerdote Miguel Martínez e che Soledad Torres Acosta guidò fino alla sua morte nel 1887. Sono anni difficili in cui Soledad e i Servi di Maria affrontano rivoluzioni, epidemie e persecuzioni religiose. Madre Soledad fu canonizzata da Paolo VI nel 1970.

 

Miglior film: Ignacio de Loyola: Soldier, Sinner, Saint di Paolo Dy (Filippine).

Pellicola dedicata alla vita di Ignazio di Loyola, giovane e arrogante ufficiale dell’esercito spagnolo, cresciuto durante i disordini politici nella Spagna del Cinquecento, che si ergerà fino a diventare uno dei santi più famosi di tutti i tempi.

 

Il Premio speciale per l’Evangelizzazione della Capax Dei Foundation è andato a padre Olivier-Thomas Vénard O.P., vicedirettore della French Biblical and Archaeological School di Gerusalemme, ideatore dello show “Syllabes Divines, Mystère sur la Prophétie de Jérémie” (Israele), adesso disponibile in Dvd.

 

Il Premio alla Carriera è stato attribuito al Maestro Claudio Scimone, direttore d’orchestra, compositore, fondatore e leader dei “Solisti Veneti”, orchestra da camera specializzata in musica barocca e in musica sacra, per i suoi meriti straordinari nell’interpretazione dei compositori di musica sacra. Oltre seimila i suoi concerti, più di 350 i titoli incisi.

 

Durante la serata di gala, che è stata presentata dal giornalista Armando Torno, è stato inoltre annunciato che nel 2018 il Festival Mirabile Dictu organizzerà in Francia un Salone internazionale destinato ai produttori di film cattolici, per la vendita dei diritti.