Avvenire e Iusve — l'Istituto universitario salesiano di Venezia — hanno lanciato un percorso di formazione all'informazione responsabile che vale la pena seguire. Si chiama "Ci sto! Umani per scelta nell'era dell'IA", è coordinato da Gigio Rancilio, realizzato in collaborazione con l'Ufficio per le comunicazioni sociali della Cei e con il supporto di Generali, ed è partito giovedì 14 maggio.
Il progetto - ispirato al magistero di Papa Leone XIV sull'intelligenza artificiale e sull'informazione - si rivolge ai giovani, ma anche a docenti, genitori ed educatori. Al mondo della scuola, come a quello della famiglia.
"Ci sto!" è stato suddiviso in otto tappe, ciascuna abbinata a una parte del corpo umano e a un tema specifico relativo alla creazione o alla fruizione di notizie.
Dopo la prima — dedicata alla testa, cioè al pensiero critico sull'informazione, con Marco Girardo, direttore di Avvenire — giovedì 21 maggio sarà la volta degli occhi: con Anna Zuccaro, docente Iusve, il tema sarà come difendersi dai deep fake, i falsi contenuti visivi. Nelle settimane successive il progetto toccherà altri temi cruciali: il fact-checking, le bolle algoritmiche dei social, la complessità del reale contro la tentazione della semplificazione, il valore del giornalismo sul campo e, infine, la necessità di un'alleanza tra scuola e famiglia nell'educazione digitale.
Ci sto! non si ferma alla diagnosi. Suggerisce anche metodi pratici e piccoli gesti che trasformano la fruizione passiva in un atto consapevole. «Perché la ricerca della verità nell'era dell'IA non è un esercizio astratto. È un modo di stare nel mondo».