C'è un progetto dedicato al digitale che parte dal corpo. Non da un algoritmo, non da una piattaforma, ma da mente, occhi, orecchie, bocca, cuore, mani e piedi. Si chiama «Ci sto! Umani per scelta nell'era dell'IA» ed è nato dalla collaborazione tra il quotidiano Avvenire, l'Istituto universitario salesiano di Venezia (Iusve) e il giornalista Gigio Rancilio, con la collaborazione dell'Ufficio per le comunicazioni sociali della Cei e il supporto di Assicurazioni Generali.
Il progetto si sviluppa in otto tappe settimanali, ciascuna associata a una parte del corpo umano e a un tema specifico legato alla produzione o al consumo di notizie. Ogni giovedì, sul sito di Avvenire, vengono pubblicati un testo, un video, un podcast e un'infografica, tutti gratuiti e pensati per giovani, insegnanti, genitori ed educatori, per essere usati in classe, in parrocchia, in famiglia.
Ad aprire il percorso è Marco Girardo, direttore di Avvenire, con una riflessione su pensare e gustare l’informazione con le persone al centro. La sua tesi è netta: leggere oggi un quotidiano richiede un atto di consapevolezza e di lentezza, una scelta controcorrente rispetto al flusso frenetico e caotico del mondo digitale. Il giornalismo, spiega Girardo, non si limita a raccogliere dati: conferisce senso e direzione agli eventi, a partire da esperienze reali e non da logiche algoritmiche. L'essenza del giornalismo, sottolinea Girardo, sta nella responsabilità degli autori e nella capacità di costruire comunità fondate sulla verità e sul rispetto reciproco.
Il progetto è ispirato al magistero di Papa Leone XIV e, in particolare, al messaggio per la Giornata delle comunicazioni sociali. Il 13 maggio è stato presentato al pontefice al termine dell'udienza in piazza San Pietro.