La domanda decisiva non è solo “come” comunicare, ma quale realtà si intende generare con l’atto comunicativo. È una questione che diventa stimolante rispetto alle logiche dominanti che portano all’imbarbarimento del linguaggio con polarizzazioni e conflittualità varie. La comunicazione – è noto – non è la semplice trasmissione di dati, in quanto modella esperienze, affina i sensi, origina relazioni e realtà condivise. Oggigiorno comunicare significa co-costruire spazi comuni, valutandone la qualità non più e non solo per l’efficacia trasmissiva ma per il potenziale generativo. È un cambio di paradigma notevole che segna il passaggio da schemi verso la prospettiva relazionale, dove la comunicazione trasforma, produce senso inedito, attiva legami, genera fiducia e riconoscimento reciproco. È in questa trasfigurazione che prende forma un orizzonte per il futuro. La scelta non è affatto secondaria!
Vincenzo