UFFICIO NAZIONALE PER LE COMUNICAZIONI SOCIALI
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Festival “I Teatri del Sacro”: lunedì 17 la presentazione

La conferenza stampa nella Sala Marconi di Radio Vaticana (piazza Pia 3, Roma) lunedì 17 giugno alle ore 11.30, con D'Ercole, Fiaschini e Giraldo.
13 giugno 2019

Nella Sala Marconi di Radio Vaticana (piazza Pia 3, Roma), lunedì 17 giugno alle ore 11.30 si terrà la conferenza stampa del Festival “I Teatri del Sacro”, in cartellone ad Ascoli Piceno dal 19 al 23 giugno per festeggiare i dieci anni dell’iniziativa (2009-2019). Interverranno alla presentazione in Vaticano mons. Giovanni D’Ercole, vescovo di Ascoli Piceno, Fabrizio Fiaschini, direttore artistico del Festival, e Francesco Giraldo, Segretario generale dell’Acec. All’incontro sarà presente inoltre Giorgio Testa, La Casa dello Spettatore, insieme a una rappresentanza di artisti protagonisti degli 11 spettacoli in scena ad Ascoli. Al decennale dei “Teatri del Sacro” ci saranno 6 debutti in prima nazione, di cui quattro selezionati fra le proposte under 40 che hanno aderito al Bando di Concorso e due progetti speciali: “Acquasantissima” e “Simeone e Samir”, a cui si aggiunge la performance realizzata dagli allievi del Corso OTS Lab - Operatori di Teatro per il Sociale ad Ascoli.

“I Teatri del Sacro – sottolinea il direttore artistico Fabrizio Fiaschini nella nota stampa – non sono solo un Festival, e neppure una semplice vetrina di nuove produzioni. Sono innanzitutto un’avventura artistica e culturale dedicata alle intersezioni contemporanee, sempre più diffuse, fra il teatro, la tensione spirituale e le inquietudini della ricerca religiosa: un ‘corpo a corpo’ libero e sincero con le domande della fede, acceso dall’azione drammatica”. Dieci anni di iniziative per “I Teatri del Sacro”, il cui obiettivo non è semplicemente replicare una formula di successo, ma trovare il passo giusto per essere attuali e attenti alle istanze culturali del territorio. “Se vuole davvero essere uno sguardo vivo e contemporaneo sulla questione del sacro, aperto a credenti e non credenti – rimarca Fiaschini –il Festival non può adagiarsi sul baluardo sicuro di ipotetiche certezze, ma deve assumersi i rischi del cambiamento, per cogliere gli sviluppi e i nuovi interrogativi che la prospettiva religiosa pone al tempo presente”.