UFFICIO NAZIONALE PER LE COMUNICAZIONI SOCIALI
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

“Il Duomo di Spoleto”, l’app per vivere luoghi e opere

È stata presentata venerdì 12 maggio alle 11.30 a Spoleto l'App “Il Duomo di Spoleto”, un'applicazione innovativa per fruire delle bellezze artistiche del duomo a portata di smartphone.
15 maggio 2017

È stata presentata venerdì 12 maggio alle 11.30 a Spoleto l'App “Il Duomo di Spoleto”, un'applicazione innovativa che consentirà ai tantissimi turisti che ogni varcano la porta della Cattedrale di S. Maria Assunta di vivere un’esperienza unica e immersiva di tutti i luoghi e le opere in essa contenuti. Alla presentazione sono intervenuti: monsignor Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia; mons. Giampiero Ceccarelli, direttore dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi; Camilla Laureti, assessore alla Cultura del Comune di Spoleto; Chiara Parmeggiani per conto dell’Associazione Opera Segno dell’Alta Marroggia, la Onlus di riferimento della Casa Famiglia per disabili OAMI di Baiano di Spoleto che gestirà commercialmente la app.
Consalvo Cattuto, della società Catnic srl che ha realizzato la app, ne ha illustrato le funzioni. Tra queste: 4 modalità di navigazione; un motore di ricerca; 16 schede degli ambienti; 20 schede di opere; oltre 80 immagini; 50 minuti di contenuti audio; 5 lingue: italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo; possibilità di localizzare automaticamente lo smartphone all’interno del Duomo e di suggerire i contenuti più adatti in base alla posizione.
«Le nostre opere d’arte – ha detto l'arcivescovo, mons. Boccardo – esprimono la fede di un popolo. Ed è molto bello coniugare le ricchezze artistiche presenti nella nostra Cattedrale con le ultime tecnologie. Ringrazio tutti quanti hanno reso possibile ciò, in modo particolare l’Economo della Diocesi, il comm. Filippo Pupella, che ha fortemente voluto l’app, per la sua lungimiranza, passione e generosità».
Mons. Giampiero Ceccarelli ha sottolineato come «la nostra Cattedrale, palinsesto prezioso per la comunità ecclesiale e civile di Spoleto, trasmette da sempre calore e vita ed ora con questa app ciò si può sperimentare ancora meglio. Le innovazioni – ha ricordato il sacerdote citando Tacito – all’inizio spaventano, ma poi diventano tradizione e risultano efficaci. Dobbiamo evolverci e non essere mummificatori del passato. E la app va proprio in questa direzione».
La app sarà gestita commercialmente dall’Associazione Opera Segno dell’Alta Marroggia, che ha la propria sede legale nel Palazzo Arcivescovile e che coordina le attività nella casa Famiglia per disabili Oami di Baiano. Con l’occasione l’Associazione – in collaborazione con le cooperative Partes e TuttaScena – ha rilanciato il portale www.pureio.info e l’app Valleyplus, due strumenti informatici che parlano di turismo accessibile per tutti: disabili, anziani, genitori con passeggini. «Attraverso la app, il sito e una apposita piantina che verrà distribuita in alcuni punti strategici della città – ha detto Chiara Parmeggiani, educatore nella Casa Famiglia Oami - è possibile conoscere tutti i luoghi della città di Spoleto accessibili».
L’installazione della app è stata anche l’occasione per dotare la Cattedrale di un sistema di video-sorveglianza h24, di una copertura wi-fi (in corso di ultimazione) e di una telecamera sferica che consentirà di trasmettere in diretta streaming dal sito della Diocesi le principali celebrazioni eucaristiche.
La app, supportata dai sistemi Andorid e IOS è scaricabile gratuitamente nella sua versione base (scatto a 360 gradi e audio-descrizione dell’esterno e del campanile), mentre le audio-descrizioni degli ambienti interni e i relativi scatti a 360 gradi possono essere sbloccati effettuando un acquisto in app di € 1,99 (pagamento con carta di credito), oppure la si può acquistare presso la Curia Arcivescovile. Il contributo servirà per la manutenzione della Cattedrale.
Al termine della conferenza, nel ringraziare i giornalisti e le altre persone intervenute, l’Arcivescovo ha comunicato la sua volontà di intitolare la sala che ha ospitato l’incontro (riaperta dopo tanti anni) a don Elio Simonelli, storico parroco della Cattedrale, deceduto undici anni fa, e che aveva fatto di quella stanza e degli altri luoghi limitrofi lo spazio di formazione per tanti giovani di allora. Un lungo applauso ha accompagnato questa scelta.