UFFICIO NAZIONALE PER LE COMUNICAZIONI SOCIALI
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Il filo delle parole

Nel suo pensiero settimanale, Vincenzo Corrado propone una riflessione sulla necessità di una coscienza etica, a partire dalle parole scelte come particolarmente importanti per l’anno appena trascorso da diversi enti culturali a livello nazionale e internazionale.
14 Gennaio 2026

C’è un filo rosso che unisce le parole scelte come particolarmente importanti per l’anno appena trascorso da diversi enti culturali a livello nazionale e internazionale. Secondo l’Istituto Treccani è “fiducia”, in un tempo di grandi tensioni e con un richiamo anche ai rapporti interpersonali e istituzionali; per l’Oxford Dictionary è “rage bait” (esca della rabbia) per i contenuti online, mentre per il “Cambridge Dictionary” è “parasocial” (parasociale), termine che rimanda alle relazioni online. Per il Merriam-Webster, infine, la parola del 2025 è “slop”, indicata per descrivere contenuti di bassa qualità prodotti in massa, spesso tramite IA, e privi di valore reale. Tutte le scelte segnalano una preoccupazione condivisa legata al rapporto tra tecnologia e umanità, più precisamente tra l’impatto dell’intelligenza artificiale e delle dinamiche digitali nelle relazioni umane. Sono parole – “fiducia”, “rage bait”, “parasocial” e “slop” – che, oltre a denunciare, indicano anche un percorso preciso. Ed è questo che le tiene insieme: la consapevolezza! Ne abbiamo bisogno a livello personale ma, soprattutto, comunitario, sociale e politico. In questo senso va alimentato il pensiero critico per far maturare una coscienza che nutra di etica e morale il “convivere” digitale.

Vincenzo