UFFICIO NAZIONALE PER LE COMUNICAZIONI SOCIALI
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Italiani: tutti pazzi per Facebook e cellulari

Italia: primo Paese per l’utilizzo dei social network, per la diffusione degli smartphone e per l’utilizzo di mp3 e iPod, come pure per i prezzi della te­lefonia mobile. Lo afferma il Rapporto di Of­com ( International Communications Market Report) diffuso nei giorni scorsi, e rilanciato ieri dall’Agcom.
7 Dicembre 2010
Primo Paese per l’utilizzo dei social network. Leader mon­diale per la diffusione degli smartphone e per l’utilizzo di mp3 e iPod. Maglia rosa per i prezzi della te­lefonia mobile. Gran Bretagna? Stati Uniti? Giappone? No, no. Italia. La sorpresa arriva dal Rapporto di Of­com ( International Communications Market Report) diffuso nei giorni scorsi, e rilanciato ieri dall’Agcom. Il nostro Paese, se­gnato da un digi­tal divide molto forte fra diverse aree della peni­sola e una diffu­sione di banda larga e sistemi di connessione non ancora ca­pillari come altre realtà mondiali, spicca in questa classifica, con pun­ti di assoluta eccellenza. Quello eco­nomicamente più interessante ri­guarda il settore della telefonia mo­bile – la cui penetrazione è la più e­levata del mondo, oltre il 150% – e che assurge ormai a paradigma an­che per l’utilizzo delle applicazioni più sofisticate.
Dal rapporto Ofcom emerge in par­ticolare come in Italia i prezzi dei ser­vizi mobili dal luglio 2009 al luglio 2010 sono diminuiti del 24% (mi­gliore performance europea) e risul­tano in assoluto i più bassi (al pari del Regno Unito) rispetto a quelli degli altri Paesi europei. Inoltre ben il 24% dei consumatori (la percentuale più alta in Europa) ha ridotto la spesa pro-capite nella telefonia mobile ne­gli ultimi 12 mesi; i prezzi per il mo­bile broadband sono i più bassi e il mercato della larga banda mobile ri­sulta più maturo rispetto agli altri Paesi. Prezzi ma non solo. In Italia c’è anche la più alta la diffusione dei te­lefonini intelligenti (26% della popo­lazione sopra i 13 anni e 66% degli u­tilizzatori abituali di internet) e la quota di abitazioni servite solo dalla telefonia mobile è la più significati­va tra i principali Paesi sviluppati (il 29%). Una conferma che arriva an­che dai cellulari tradizionali: so­no uno e mezzo per ciascun ita­liano.
Ma in Italia im­pazzano i social network: è una mania che inte­ressa il 66% degli utilizzatori di in­ternet (la per­centuale più elevata al mondo), in particolare per quanto riguarda l’ac­cesso a Facebook. Stando alla ricer­ca, la percentuale di internauti che ne fa uso è il doppio rispetto al Giap­pone (33%). Al secondo posto ci so­no gli Stati Uniti (64%), seguiti dal Re­gno Unito (62%). L’Italia si piazza be­ne anche nella messaggeria istanta­nea dal web, con il 53%, dietro solo alla Francia (65%), e nel Voip (28%, contro il 29% di Francia).
«Le informazioni contenute nel rap­porto Ofcom sono confortanti – il presidente dell’Autorità per le ga­ranzie nelle Comunicazioni, Corra­do Calabrò – non solo per le confer­me sulle dinamiche di prezzo del set­tore ma anche per quanto concerne la diffusione delle più avanzate tec­nologie della comunicazione nel no­stro Paese, il cui mercato interno ri­sulta tra i più grandi al mondo. Col­pisce – aggiunge inoltre Calabrò – l’e­sistenza di un forte interesse degli i­taliani per i servizi online, che, uni­tamente alla leadership nelle appli­cazioni della telefonia mobile, evi­denzia le grandi potenzialità di svi­luppo per la diffusione della banda larga. E, soprattutto, sottolinea che esiste già una domanda definita ed e­spressa di servizi evoluti». È fonda­mentale dunque – è l’invito di Cala­brò – «superare una logica di com­partimentazione con interventi che non rispondono a una visione d’in­sieme; ma è opportuno anche supe­rare l’approccio attendista secondo cui prima si creano le condizioni del­la domanda e poi si investe in nuovi servizi e infrastrutture. Per le nuove tecnologie, i percorsi di creazione e stimolo di domanda e offerta vanno di pari passo e ci sono fin d’ora le pre­messe per attuare quella svolta digi­tale che risulta determinante per la ri­presa economica e di cui il Paese ha bisogno per protendersi nel futuro». Il primato dell’Italia che chiacchiera su Facebook più di altri e si lascia af­fascinare dal telefonino di ultima ge­nerazione, deve fare i conti dunque con la reale forza innovativa del Pae­se. E questa non si misura certo con social network e smartphone.