L’intensità delle giornate che preparano e seguono la Pasqua emerge dal confronto continuo tra il buio e la luce. Tutti i protagonisti dei racconti evangelici vivono questa dimensione negli incontri, nei dialoghi, nei gesti. Basti pensare al tradimento di Giuda, in cui le tenebre hanno il sopravvento; o al rinnegamento di Pietro, in cui la luminosità penetra dalla fessura del ravvedimento. C’è un altro aspetto che fa riflettere: l’incrocio degli sguardi. Tra chi ha la vista gravata della vergogna, chi è concentrato su stesso, chi si rifiuta di capire e chi vede gli altri solo come avversari, emerge la purezza di occhi che vanno in profondità e colgono ciò che è umanamente impensabile. Sta proprio qui la forza della speranza cristiana, messaggio dirompente in un mondo che vive di contrapposizioni e conflittualità. La Pasqua chiede di guardare le persone come fratelli e sorelle, di abitare le relazioni con rispetto, di vivere il dolore degli altri come una ferita comune. La Pasqua rende capaci di portare insieme il peso della storia con amore e speranza. Ed è questo anche l’augurio più bello!
Vincenzo