UFFICIO NAZIONALE PER LE COMUNICAZIONI SOCIALI
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Noi e gli algoritmi

Perché "capitale algoritmico" è l'espressione più appropriata per definire i tratti costitutivi della società post-mediale?
8 Giugno 2021

Cosa facciamo oggi con le immagini? E soprattutto, che cosa le immagini fanno con noi e di noi? Lo spiega Ruggero Eugeni, docente di semiotica dei media all’Università cattolica del Sacro Cuore, nel libro “Capitale algoritmico. Cinque dispositivi postmediali (più uno)” che mette sotto la lente di ingrandimento gli smart glasses, le camere a campo di luce, i visori notturni, la realtà aumentata, le reti neurali e la fotomicrografia elettronico-digitale. Le immagini computazionali, che nel volume vengono chiamate algoritmi, nascono dalla connessione di risorse appartenenti alla economia politica della luce e del visuale con quelle proprie dell'economia della informazione e dei dati. Gli algoritmi sono, insieme, oggetti e strumenti della produzione, estrazione e distribuzione delle risorse comuni, al punto che "capitale algoritmico" è il nome il più appropriato per definire i tratti costitutivi della società post-mediale.
Il libro, edito da Scholé, è arricchito da alcune immagini, da una sintesi finale per ogni capitolo e da un corredo di indicazioni bibliografiche utili per gli addetti ai lavori che si muovono nel campo di frontiera tra film e media studies, visual studies e (post) media archaeology.