UFFICIO NAZIONALE PER LE COMUNICAZIONI SOCIALI
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

CRISTINA D’AVENA: “Duets – Tutti cantano Cristina” (Warner)

Il tempo non solo lenisce le ferite, ma talvolta cambia radicalmente i giudizi e talvolta le carature. Questo disco lo dimostra una volta di più: un album di duetti per un personaggio che ha passato buona parte della carriera fra il dileggio di chi la considerava solo una cantante per bambini. E lo era in […]
7 gennaio 2019

Il tempo non solo lenisce le ferite, ma talvolta cambia radicalmente i giudizi e talvolta le carature. Questo disco lo dimostra una volta di più: un album di duetti per un personaggio che ha passato buona parte della carriera fra il dileggio di chi la considerava solo una cantante per bambini.
E lo era in effetti, solo che poi è cresciuta, e con lei anche i suoi fans, che oggi ritornano a quelle canzoncine con l’affetto carico di nostalgia che si riserva alle proprie età dell’innocenza.
In gran parte si tratte di sigle di cartoni animati (in carriera ne ha incise quasi quattrocento!) riproposti in vesti rinnovate con ospiti di gran lusso e a talvolta sorprendenti. Ad aprire le danze, per esempio, c’è Patti Pravo a cimentarsi con la Canzone dei Puffi, più avanti troviamo addirittura Elisa con Memole dolce Memole, e poi ecco i guasconi de Lo Stato Sociale, e le superstar de Il Volo, Max Pezzali e Le Vibrazioni, Nek e Carmen Consoli.
Cristina esordì quando aveva appena tre anni e mezzo allo Zecchino D’Oro del 1968 con una canzone che divenne un successo imperituro: Il valzer del moscerino. Dopo essersi fatta le ossa nel Piccolo Coro dell’Antoniano. Alle sigle tivù approdò all’inizio degli anni Ottanta e da allora continuò a presenziare in modo anomalo e personalissimo lo show-business, alternando l’attività di cantante a quella di presentatrice televisiva, togliendosi anche la soddisfazione di sentire in bocca a Mina una sua canzone.
Questo è l’ultimo dei più di ottanta album incisi finora, senza contare le raccolte antologiche; ha venduto più di sette milioni di dischi, ed è ancora in sella, felice di godersi anche questo presente.

Franz Coriasco