UFFICIO NAZIONALE PER LE COMUNICAZIONI SOCIALI
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

L’immagine che uccide. La violenza come spettacolo dalle Torri gemelle all’Isis

Per questo è necessario prendere sul serio la formazione degli sguardi...
15 maggio 2017

Un’immagine può uccidere? Può rendere assassini? Può essere considerata responsabile di crimini e di delitti? Dall'attacco alle Torri gemelle dell’11 settembre 2001 alle stragi dell'Isis il terrorismo si è impossessato dello spazio mediatico. La morte distribuita ciecamente e l’esibizione dei gesti più selvaggi vengono proposti, come in una performance, non solo ai governi e ai vertici militari, ma anche al pubblico inorridito e affascinato che guarda la televisione e naviga su YouTube.
Le battaglie che si svolgono sugli schermi orientano i cittadini a pensare il visibile e l’invisibile come legami determinanti nell’analisi politica. Per questo è necessario prendere sul serio la formazione degli sguardi, comprendere che cos'è un’immagine, quali rapporti intrattiene con la violenza e quali possibilità le restano di offrire libertà a una comunità non criminale.

L'autore
Marie José Mondzain è filosofa e direttrice di ricerca al Centre national de la recherche scientifique (CNRS) di Parigi. Specialista di arte e immagini, si è occupata dell’iconoclastia bizantina e di rappresentazioni moderne. Tra i suoi libri tradotti in italiano: Immagine, icona, economia. Le origini bizantine dell’immaginario contemporaneo (Jaca Book 2006) e Il commercio degli sguardi (Medusa 2011).

 

L' Immagine che uccide. La violenza come spettacolo dalle Torri gemelle all’Isis
Autore: Marie José Mondzain
Edizioni Dehoniane
Pagine: 144
Prezzo: € 13,50