UFFICIO NAZIONALE PER LE COMUNICAZIONI SOCIALI
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Sacerdoti in sala, film per capire meglio la gente

Da fine gennaio, ogni ultimo lunedì del mese, i preti della diocesi vengono invitati a una proiezione al Pontificio Seminario Romano Maggiore con la presenza di un attore o del regista.
15 gennaio 2019

Se nel film di Giuseppe Tornatore Nuovo Cinema Paradiso (del 1988) ambientato nel secondo dopoguerra il prete che visiona in anticipo i film indica le scene da tagliare suonando una campanella, la realtà di oggi richiede invece di essere disvelata, spesso proprio attraverso i film. Di qui l’idea della diocesi di Roma di dare ai propri sacerdoti uno strumento pastorale in più per conoscere la complessità del mondo in cui giovani e adulti si trovano a vivere. A promuovere l’iniziativa «Cinema Paradiso», un ciclo di film destinato ai sacerdoti e che prenderà il via 28 gennaio con Cuori puri ( 2017) di Roberto De Paolis, sono stati infatti il Servizio per la formazione permanente del clero e l’Ufficio per le comunicazioni sociali, in collaborazione con Rai Cinema. «Il cinema è uno dei mezzi attraverso i quali si veicola la cultura attuale – sottolinea monsignor Daniele Libanori, vescovo ausiliare delegato per il Diaconato permanente –. Ci è sembrato opportuno studiare e metterci nella condizione di visionare alcuni film. Questo non significa affatto che ne approviamo la linea né che ne sponsorizziamo le idee, il nostro è solo un processo conoscitivo: vogliamo capire non solo perché hanno impatto soprattutto nel mondo giovanile ma anche quali sono i valori o le idee che veicolano».

I sacerdoti romani si daranno appuntamento ogni ultimo lunedì del mese alle 20 al teatro del Pontificio Seminario Romano Maggiore.

«Non stiamo promuovendo un cineforum da portare in parrocchia. Questa iniziativa serve per far riflettere i sacerdoti sulla realtà di oggi – rimarca don Stefano Cascio, dell’Ufficio per le Comunicazioni sociali –. Nei film in programma si tratterà della mancanza di senso che vivono le famiglie, di problemi legati ad affettività, individualismo, razzismo. Ogni volta sarà presente un membro del cast o il regista. Cerchiamo di vedere la realtà tale come la gente la vede, e come viene raccontata».