UFFICIO NAZIONALE PER LE COMUNICAZIONI SOCIALI
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Sale della Comunità, un bene di tutti

Sono tanti, ma se ne parla poco. Sono i circa mille ex cine­ma parrocchiali. Ora si chia­mano «Sale della comunità», si reg­gono in sostanza sul volontariato e potrebbero, almeno in parte, fare i conti con l’imposizione dell’Ici su­gli immobili comunitari in cui si svolgono attività commerciali.
20 Febbraio 2012
Sono tanti, ma se ne parla poco. Sono i circa mille ex cine­ma parrocchiali. Ora si chia­mano «Sale della comunità», si reg­gono in sostanza sul volontariato e potrebbero, almeno in parte, fare i conti con l’imposizione dell’Ici su­gli immobili comunitari in cui si svolgono attività commerciali.
«Il rischio può esserci – spiega Fran­cesco Giraldo, segretario generale dell’Acec (Associazione cattolica e­sercenti cinema) – anche se in pa­recchi casi le sale già la pagano».
Sono infatti attività non profit, «che chiudono sostanzialmente in pa­reggio; margini per sostenere ulte­riori costi nella maggioranza dei ca­si non ce ne sono», continua Giral­do. «Basti pensare che sono gesti­te gratuitamente da volontari e, senza il loro apporto, non riusci­rebbero a dare i servizi che forni­scono ». Le Sale della comunità «so­no una realtà molto variegata. Al­cune somigliano molto a sale tra­dizionali e nella metà dei casi si tro­vano in comuni con meno di 10mi­la abitanti, paesi e paesini dove so­no l’unico cinema disponibile». La loro attività – prosegue il segretario dell’Acec – «va di solito da ottobre a maggio, secondo l’anno sociale della parrocchia le cui attività si spostano poi all’esterno».
Le Sale della comunità hanno ere­ditato il passato glorioso dei cine­ma parrocchiali, eredi a loro volta delle «Sale ricreative cattoliche» na­te ad inizio ’900, modernizzando­si e, spesso, costituendo l’avan­guardia di nuove tendenze: «Pa­recchie sono digitalizzate e proprio all’interno del nostro circuito, già nel 2006, venne sperimentata per la prima volta in Italia la trasmis­sione in diretta di un evento di spet­tacolo in sale cinematografiche».
I cinema parrocchiali nacquero co­me «cinema-teatri nel primo do­poguerra ed ebbero la massima dif­fusione negli anni ’50, quando su 12mila sale cinematografiche in I­talia le parrocchiali erano circa la metà». Oggi le Sale della comunità ospitano tutte le attività parroc­chiali che richiedono uno spazio a­deguato, ma il cinema resta il nu­cleo centrale della loro offerta e «i criteri di programmazione sono quelli che rispondono alle esigen­ze delle famiglie, nostro target prin­cipale con ragazzi ed anziani».