È giunto ormai al sesto appuntamento, quello dedicato al cuore, il percorso di formazione “Ci sto!” rivolto a famiglie, studenti, formatori e centri estivi parrocchiali promosso da Avvenire e IUSVE, coordinato da Gigio Rancilio, in collaborazione con l’Ufficio per le comunicazioni sociali della CEI e con il supporto di Generali.
Al centro dell'incontro il cuore umano. Don Giovanni Fasoli, pedagogista, psicologo, psicoterapeuta e formatore all’uso delle nuove tecnologie, propone il concetto di “Deep Heart”, la profondità del cuore umano come luogo del discernimento nell’epoca dell’intelligenza artificiale. L’algoritmo risponde in millisecondi, ma la velocità non coincide con la verità: ciò che appare certo e immediato richiede invece tempo, riflessione e confronto. L’IA tende inoltre ad amplificare abitudini e convinzioni, rischiando di rinchiuderci in bolle informative che confermano ciò che già pensiamo. Per questo il cuore non è un freno alla ragione, ma una bussola. Emozioni, dubbi e persino il disagio che proviamo davanti a una notizia possono aiutarci a comprendere meglio la realtà. E il volto dell’altro resta il miglior antidoto: la verità digitale ritrova profondità e significato nell’incontro, nel dialogo e nelle relazioni autentiche.