UFFICIO NAZIONALE PER LE COMUNICAZIONI SOCIALI
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Su Telepace Carlo Acutis e i miracoli eucaristici

Venerdì 5 aprile alle ore 10.30 e sabato 6 aprile alle ore 21.00 andrà in onda il documentario "Segni", ispirato alla mostra internazionale progettata proprio dal Venerabile.
3 aprile 2019

Telepace trasmetterà il documentario Segni, prodotto da Vatican Media e Officina della Comunicazione, che trae ispirazione dalla mostra internazionale sui miracoli Eucaristici progettata dal Venerabile Carlo Acutis per diffondere la conoscenza sull'argomento.

La trasmissione è in programma venerdì 5 aprile alle ore 10.30 e sabato 6 aprile alle ore 21.00 sul canale 73 e 214 (versione HD) del digitale terrestre nella zona del Lazio e sull'intero territorio nazionale attraverso il tasto 515 della piattaforma satellitare Sky nonché in streaming mediante il sito internet www.telepacenews.it.

L’iniziativa arriva all'indomani della citazione del ragazzo nell'Esortazione apostolica post-sinodale ai giovani e nei giorni della traslazione del suo corpo all’interno del Santuario della Spogliazione di Assisi nell'ambito di un denso programma messo a punto dalla Chiesa locale.

Il percorso narrativo proposto da Segni ruota attorno a due elementi: la trasformazione dell’ostia in tessuto cardiaco – esattamente  in miocardio – e il racconto dei casi che hanno maggiormente colpito la comunità internazionale come quello di Buenos Aires, in Argentina (quando Bergoglio era vescovo ausiliario della città), di Sokolka e Legnica, in Polonia, e di Lanciano, in Italia.

In particolare, il progetto focalizza l’attenzione sul cambiamento dei luoghi, che diventano meta di migliaia di pellegrini provenienti da tutto il mondo, e sulle testimonianze degli abitanti di questi luoghi: sacerdoti e laici che non solo hanno vissuto giorno dopo giorno questa evoluzione, ma che soprattutto hanno avuto esperienza diretta del miracolo come segno concreto della propria fede. Tali dichiarazioni, grazie a precise scelte di regia, assumono quasi il tono della confessione portando lo spettatore in una dimensione improntata all'intimità e alla quotidianità.

La narrazione si sofferma inoltre su testimonianze indirette legate all'universo medico. Una scelta che consente di affrontare il ruolo della scienza nel riconoscimento del miracolo stesso e in modo specifico il complesso iter legale che per prassi si attiva in casi del genere. In queste circostanze lo scienziato esamina il reperto senza conoscerne la provenienza e, nello specifico, arriva a scoprire che il gruppo sanguigno è AB e che non si tratta di un semplice coagulo, bensì di parte di un tessuto del cuore: il miocardio.