Non è la prima volta che papa Leone XIV interviene per deplorare la diffusione delle fake news. Nel Regina Caeli del Lunedì dell’Angelo, ha preso spunto dal Vangelo del giorno (Mt 28, 8-15) che contrappone due differenti racconti della Resurrezione – quello delle donne che hanno incontrato il Risorto e quello delle guardie corrotte dai capi del sinedrio – per “riflettere sul valore della testimonianza cristiana e sull’onestà della comunicazione umana”. Il soggetto della narrazione è il medesimo, eppure la corrispondenza alla verità traduce il contrasto tra luce e buio. È ciò che avviene ogniqualvolta la menzogna prende il sopravvento adombrando o, meglio, falsando ciò che è reale, ovvero la vita. Ecco perché la relazione testimonianza-comunicazione diventa determinante, in quanto rivelatrice di ciò che è vero. Sta qui il paradosso che porta l’attenzione verso la dimensione generativa che produce incontro autentico, dove il messaggio si incarna nell’umano. Si comprendono in questa chiave le parole di Leone XIV: “Davanti a tali ostacoli, però, la verità non resta celata, anzi: ci viene incontro, viva e raggiante, illuminando le tenebre più fitte”. In un ecosistema mediatico saturo di noise, puntare a una comunicazione incarnata e relazionale permette di dissolvere le distorsioni rivelando la vita reale. E questa è una forma concreta di contrasto alle fake news.
Vincenzo