UFFICIO NAZIONALE PER LE COMUNICAZIONI SOCIALI
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

I giovani, la fede e le nostre risposte

Ottanta responsabili della comunicazione provenienti da  una quarantina di diocesi italiane si sono ritrovati a Roma per approfondire i temi del "Rapporto giovani 2016", curato dall'Istituto Toniolo, e per confrontarsi insieme all'Ufficio  sulle risposte che le nostre comunità stanno offrendo.
27 maggio 2016
Condividi

Ottanta responsabili della comunicazione provenienti da  una quarantina di diocesi italiane si sono ritrovati a Roma, presso il Centro Congressi Aurelia, per approfondire i temi del "Rapporto giovani 2016" (edito da Il Mulino), curato dall'Istituto Giuseppe Toniolo, e per confrontarsi insieme all'Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali  sulle risposte che le comunità cristiane stanno cercando di offrire.
La mattinata è stata segnata dagli interventi del prof. Alessandro Rosina, tra i principali curatori del Rapporto, che ne ha commentato i dati più interessanti e ha spiegato i criteri di realizzazione del lavoro, e poi della prof.ssa Paola Bignardi, che ha approfondito l'aspetto del rapporto tra giovani e fede in Italia ("Dio a modo mio" il titolo della ricerca).
In allegato trovate le slide utilizzate da Rosina e dalla Bignardi per le loro presentazioni, insieme al video dei loro interventi.
Nel pomeriggio c'è stato un confronto su quanto ascoltato al mattino e un'ampia condivisione sulla realtà che stanno vivendo, nell'ambito della comunicazione, le diocesi presenti.
L'Ufficio ha presentato quanto è stato offerto, da un punto di vista formativo, nell'anno di lavoro appena concluso e ha presentato il nuovo corso per animatori della cultura e della comunicazione che sarà varato nel 2017.
Il Direttore, don Ivan Maffeis, ha ricordato che tra le priorità dell'Ufficio ci sarà certamente l'accompagnamento, sul territorio, del cammino dei media diocesani (settimanali, radio e televisioni), in una drammatica fase di crisi che sta costringendo molti di essi a ridisegnare le modalità della propria presenza e del proprio lavoro.
"Ci siamo lasciati - ha commentato don Ivan - con il pensiero rivolto a una generazione, quella dei nostri figli, disorientata e dispersa, affamata di opportunità che facciamo fatica a offrire, complice l?assenza di politiche che permettano loro di camminare sulle proprie gambe. Abbiamo anche immaginato di valorizzare l?estate per un confronto su quale progetto di comunicazione le nostre Chiese siano oggi chiamate a darsi".

ALLEGATI