UFFICIO NAZIONALE PER LE COMUNICAZIONI SOCIALI
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Dry The River: “Swallow Bed” (Rca)

Una band ancora tutta da scoprire, ma molto promettente. In effetti questo è un debutto coi fiocchi che lascia intuire enormi potenzialità espressive.
11 Aprile 2012
Una band ancora tutta da scoprire, ma molto promettente. In effetti questo è un debutto coi fiocchi che lascia intuire enormi potenzialità espressive.
Prodotto da Peter Katis (già al servizio dei The National e degli Interpol), il gruppo s’esprime nell’alveo del folk-rock, ma attraverso formule molto moderne e personali. Merito della suggestiva vocalità del leader Peter Liddle e di canzoni d’atmosfera eterea e sognante, ma di grande pathos.
Il quintetto londinese mette insieme le lezioni antiche di Nick Drake con l’energia rockettara degli Arcade Fire, l’eclettismo minimalista dei Fleet Foxes, e certe morbidezze care a Crosby-Stills Nash & Young. Undici canzoni acustiche, dolci e malinconiche che a tratti s’aprono ed evolvono verso orizzonti sonori gravidi d’energia e di tensione. Se, come tutto lascia presagire, anche il grande pubblico s’accorgerà di loro, potrebbero costituire una delle più belle sorprese dell’anno.
(Franz Coriasco)