UFFICIO NAZIONALE PER LE COMUNICAZIONI SOCIALI
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

ELTON JOHN: “The diving board” (Mercury)

Dopo tre anni ecco un grande album che, fin dal titolo, ribadisce il bisogno della postar anglosassone di tornare a tuffarsi nel mare magnum della musica: con l'energia e l'eleganza dei suoi anni migliori.
21 Ottobre 2013
 
            Sir Elton è, a sessantasei anni suonati, uno dei pochi veri divi sopravvissuti all'era aurea del pop-rock. Ma continua ad essere anche una delle griffe più ispirate della canzone d'autore internazional-popolare.
            Dopo tre anni di silenzio lo ritroviamo a sguazzare con suprema eleganza del suo mondo espressivo, con una sobrietà e un'intensità d'ispirazione davvero notevole. Ben 19 splendide ballate (fra cui tre strumentali) sorrette dal suo inconfondibile pianoforte e da pochi strumenti di contorno. Maestro supremo dell'arte rara di costruire cose semplici ed eleganti insieme, il signor John è un maestro ancora capace di confezionare gioielli di squisita fattura, ora brillanti di luce, ora capaci di risplendere nella penombra che talvolta li avvolge. Merito anche della penna del fido paroliere Bernie Taupin e soprattutto della raffinata opera del produttore T-Bone Burnette che ha saputo levargli di dosso gli ultimi lustrini, per riportare tutto nella casa del pop più essenziale ed universale.
            Un grande album che, fin dal titolo, ribadisce il bisogno della postar anglosassone di tornare a tuffarsi nel mare magnum della musica: con l'energia e l'eleganza dei suoi anni migliori.
(Franz Coriasco)