UFFICIO NAZIONALE PER LE COMUNICAZIONI SOCIALI
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Tv2000: “Libera nos a malo” all’Unesco

Il documentario sarà presentato all’Unesco per sostenere il cammino di Macerata Campania e ottenere il riconoscimento di patrimonio immateriale dell’umanità per la musica di Sant’Antuono.
16 maggio 2017

Falci, tini e botti come percussioni scaccia demoni. E’ la tradizione musicale in onore di Sant’Antuono (ovvero Sant’Antonio Abate) che ogni anno il 17 gennaio viene celebrata a Macerata Campania, un tempo un rione dell’antica Capua, in provincia di Caserta. Un mix di religiosità, folklore, tradizioni e partecipazione popolare a cui Tv2000 dedica un documentario dal titolo “Libera nos a malo” realizzato dal giornalista Luigi Ferraiuolo, in onda l’8 giugno alle ore 22.45 e il 9 giugno alle 19.00. Il documentario per l’interesse culturale, storico e artistico sarà presentato all’Unesco per sostenere il cammino di Macerata Campania e ottenere il riconoscimento di patrimonio immateriale dell’umanità per la musica di Sant’Antuono. L’originalità è dovuta alla tipologia di strumenti musicali utilizzati: botti, tini e falci, arnesi di uso contadino che assumono una nuova veste di natura musicale, un valore taumaturgico come una specie di musico-terapia. Gli antichi contadini che avevano bisogno di qualsiasi strumento ed espediente per un raccolto fiorente, spesso unica fonte di sostentamento, si affidavano anche alla musica per allontanare il male dalle terre tramite un suono provocato da strumenti di lavoro semplici, quotidiani e indispensabili. Una musica e una tradizione che viene tramandata e insegnata ai bambini, di padre in figlio.
“Non avendo alcun documento sonoro dell’antichità – commenta il presidente del Pontificio Istituto di Musica Sacra, monsignor Vincenzo De Gregorio - è evidente che tutto quello che possediamo è frutto di una deduzione. Nel caso di Macerata Campania, la circostanza straordinaria è che non c’è stata soluzione di continuità nel tempo, ragion per cui queste tradizioni sono state tramandate di generazione in generazione fino ai tempi nostri. Questo rappresenta veramente un unicum ed un grandissimo motivo per considerare questa usanza come un fenomeno culturale di primissima grandezza”.
“L’idea del documentario – spiega Luigi Ferraiuolo - nasce dalla scoperta dell’antica tradizione, avvenuta per caso, facendo alcune ricerche. E’ una tradizione sconosciuta al grande pubblico ma di grande potenza musicale, culturale e sociale. La potenza del ritmo e la bellezza del rito fanno della festa di Sant'Antuono un’esperienza che ti proietta in un attimo nel profondo della storia, al tempo dei nostri antenati primordiali, a contatto con la musica che hanno ascoltato i romani, gli etruschi e ancora più lontano. La musica forse più antica del mondo. Tv2000 con questo lavoro ha voluto sostenere la procedura avviata dal paesino per il riconoscimento di patrimonio immateriale dell'umanità dell'Unesco. Un fatto unico e raro, particolarmente in Italia, specialmente per le singole tradizioni”.