UFFICIO NAZIONALE PER LE COMUNICAZIONI SOCIALI
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

L’omelia nell’era digitale. La Chiesa non ha paura del “nuovo”

Che cosa dicono le letture proclamate? Che cosa dicono a me personalmente? Che cosa devo dire alla comunità, tenendo conto della sua situazione concreta? Il predicatore deve lasciarsi “interpellare per primo dalla Parola di Dio che annuncia”.
21 dicembre 2018

«Che cosa dicono le letture proclamate? Che cosa dicono a me personalmente? Che cosa devo dire alla comunità, tenendo conto della sua situazione concreta? Il predicatore deve lasciarsi “interpellare per primo dalla Parola di Dio che annuncia”, perché, come dice Sant'Agostino: “è indubbiamente senza frutto chi predica all'esterno la Parola di Dio e non ascolta nel suo intimo”».

L’Autore ci fornisce in maniera sintetica ed efficace l’orizzonte complessivo e la chiave ermeneutica fondamentale per poter affrontare la singolare sfida pastorale posta oggi dall'omelia: «Da una parte, mantenere l’impostazione mentale analitica, inferenziale e prospettica del modello retorico; dall'altra, assumere le agili, multifunzionali, multimodali, integrative abilità di un’impostazione mentale digitale. Sapendo, dunque, che i due linguaggi concettuale e simbolico non debbano essere affatto separati tra loro ma, debbano essere usati sinergicamente ed efficacemente per la comunicazione del Vangelo, consapevoli dell’attuale priorità data al linguaggio simbolico».

È chiaro, quindi, che non si intende in nessun modo ridurre la complessità e la profondità dell’omelia a una questione di tecniche comunicative, quanto piuttosto offrire un aggancio sufficientemente solido, concreto e il più possibile condiviso perché i ministri della Parola siano aiutati ad una presa di coscienza lucida della portata delle questioni in gioco senza lasciarsi scoraggiare dalla loro complessità. L’auspicio è che questo saggio, attento a mettere in luce la dimensione teologico-liturgica, catechetica e antropologica dell’atto omiletico, possa contribuire ad alimentare anche buone pratiche pastorali nelle quali l’omelia sia effettivamente proposta e recepita come “parte integrante della liturgia”.

 

Presentazione dell’Arcivescovo Metropolita di Taranto, Mons. Filippo Santoro.

Introduzione di don Franco Magnani, Direttore dell’Ufficio Liturgico Nazionale della CEI.

 

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L’omelia nell'era digitale. La Chiesa non ha paura del “nuovo”

Autore: Vincenzo Annicchiarico

Edizioni VivereIn

Pagine: 140

Prezzo: 12 €