UFFICIO NAZIONALE PER LE COMUNICAZIONI SOCIALI
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Stampa, basta con le aggressioni

L’ultima falsa accusa rivolta alla Chiesa che non pagherebbe l’Ici risale ai giorni scorsi, a Ferrara. Ancora una volta alcuni mezzi di informazione, senza nessuna verifica, hanno dato risonanza ad una ricostruzione della realtà che poi si è rivelata distorta. Solo un infortunio?
20 Febbraio 2012
Dagli all’evasore. Continua la guerra dei radicali contro la Chiesa cattolica «che non paga l’Ici» e, questa volta, passa da Ferrara. Nei giorni scorsi, il partito di Pannella ha realizzato un video, pubbli­cato anche sul sito del Corriere della Sera, secondo il quale la dio­cesi estense non avrebbe versato l’imposta comunale per alcuni suoi immobili utilizzati a fini commerciali. Anche stavolta, nes­suna verifica delle fonti né diritto di replica alla diocesi; e così, grazie a un servizio pubblicato su Avvenire del 18 febbraio, si è scoperto che, invece, la Chiesa ferrarese l’Ici la paga eccome, versando nel­le casse dell’amministrazione comunale più di 23mila euro l’an­no. Persino il sindaco Tiziano Tagliani si è sentito in dovere di scu­sarsi personalmente con la diocesi, per avere, l’amministrazione da lui guidata, fornito dati inesatti ai radicali. «Chiediamo scusa – ha detto– perché la nostra errata comunicazione ha indotto gli autori del video a raccontare cose non vere. Dietro questa vicen­da c’è anche tanta politica», ha aggiunto, sottolineando la forte ca­rica strumentale dell’operazione “trasparenza”. Laconico il diret­tore dell’ufficio amministrativo della diocesi, monsignor Danillo Bisarello: «Se i radicali mi avessero chiamato, avrebbero evitato una cantonata». Purtroppo, nessuno l’ha fatto.