UFFICIO NAZIONALE PER LE COMUNICAZIONI SOCIALI
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

“Testimoni digitali”: la sfida dei nuovi media

Internet e le nuove tecnologie, qualcosa da capire e da abi­tare per immettervi la forza del Vangelo. Sarà questo lo spirito del convegno "Testi­moni digitali", presen­tato ieri ai giornalisti dal segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata.
16 Aprile 2010
Internet e le nuove tecnologie. Non un fenomeno da demonizzare, ma qualcosa da capire e da abi­tare per immettervi la forza del Vangelo. Certa­mente senza ingenuità, ma con quella fiducia che ha sempre contraddistinto il cristianesimo nel rapporto con i nuovi linguaggi. Sarà questo lo spirito di Testi­moni digitali - volti e linguaggi nell’era cross mediale (www.testimonidigitali.it), il grande convegno con ol­tre 1200 partecipanti che si svolgerà a Roma dal 22 al 24 aprile, su iniziativa della Commissione episcopale Cei per la cultura e le comunicazioni sociali, e che sarà concluso dall’incontro con il Papa. E così l’ha presen­tato ieri ai giornalisti il segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata.
  «I vescovi italiani – ha detto il presule – vogliono capi­re meglio la nuova condizione mediatica del mondo odierno in cui la connessione è sempre aperta e con­tinua, per poter creare una mentalità nuova alla luce del Vangelo e condurre la propria missione in manie­ra sempre più attuale». Secondo il vescovo, «è impor­tante entrare in questo nuovo ambiente mediatico di­gitale ed è auspicabile la crescita dell’utilizzo di tali mezzi. Anche da parte dei sacerdoti. Tuttavia – ha pre­cisato – la sfida è nella crescita della responsabilità, nella capacità di discernimento, di giudizio e di deci­sione nell’abitare questo spazio». Ciò vale per tutti, ha aggiunto il segretario generale della Cei «e in special modo per i preti, perché ha a che fare con l’autoedu­cazione e la responsabilità educativa. È, dunque, ne­cessario educarsi sempre di più per aiutare ad abita­re questo mondo in modo responsabile e costruttivo e per umanizzarlo».
  Perciò a chi gli faceva notare che la rete nasconde an­che i suoi pericoli, monsignor Crociata ha risposto sot­tolineando che, pur senza alcuna ingenuità, «non e­siste, da parte della Chiesa, una pregiudiziale paura di vivere in questi spazi, quanto piuttosto l’invito a tutti di utilizzarli in maniera consapevole, critica e re­sponsabile. Per questo motivo dal convegno non do- vranno venire norme o indicazioni concrete ma una crescita di consapevolezza».
  Naturalmente il punto di riferimento è sempre la per­sona, la sua dignità, la sua reale crescita. «In questo campo – ha ricordato il vescovo, rispondendo a una domanda sulla condanna di dirigenti di Google per la diffusione su Youtube del video di un disabile picchiato – entra in gioco il rispetto della dignità della persona che è un limite universalmente riconosciuto al di là del­le personali convinzioni. La protezione e la salva­guardia delle persone, soprattutto di quelle più debo­li credo debba avere priorità su tutto il resto ed esse­re un impegno. Va perseguito – ha concluso – il giusto equilibrio tra la libertà di espressione e il rispetto di e­sigenze fondamentali per una convivenza rispettosa delle persone e della società. All’esercizio della libertà va pertanto affiancata una responsabilità educativa comprensiva del rispetto delle persone».
  Il segretario generale della Cei era accompagnato da monsignor Domenico Pompili, sottosegretario della Conferenza episcopale italiana e direttore dell’ufficio comunicazioni sociali, il quale – presentando il pro­gramma del convegno – ne sottolineato l’intento an­tropologico e comunicativo. Sotto il primo profilo, ha rilevato la sociologa dell’Università Cattolica di Mila­no, Chiara Giaccardi, «saranno presentati i risultati di una ricerca che mostra come la fruizione di internet tra i giovani sia diversa a seconda che ci si trovi in pro­vincia o in città, che si sia studenti o lavoratori, ma­schi o femmine». Per quanto riguarda la comunica­zione, poi, il convegno potrà essere seguito anche at­traverso il sito internet già ricordato, che sarà all’inse­gna dell’interattività e che offrirà tutte le possibilità dei social network.

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