UFFICIO NAZIONALE PER LE COMUNICAZIONI SOCIALI
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Dialogo, rispetto e libertà di espressione

Alla PUSC, dal 17 al 19 aprile, il XI Seminario professionale sugli Uffici di comunicazione della Chiesa.
10 aprile 2018

«Il più radicale antidoto al virus della falsità è lasciarsi purificare dalla verità», «nessuno di noi può esonerarsi dalla responsabilità» di contrastarlo. Ma per riuscirci, esorta papa Francesco nel messaggio per la 52esima Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali (domenica 13 maggio, solennità dell'Ascensione), occorre «un profondo e attento discernimento». Alla Pontificia Università della Santa Croce a Roma l'invito a insegnare «a non essere divulgatori inconsapevoli di disinformazione, ma attori del suo svelamento» trova una risposta concreta nell'XI Seminario professionale sugli Uffici di comunicazione della Chiesa (dal 17 al 19 aprile) su «Dialogo, rispetto e libertà di espressione nella sfera pubblica». «Vogliamo affrontare la questione di come gli uffici della comunicazione sociale riescano a promuovere il dialogo ma senza rinunciare alle proprie idee - spiega José María La Porte, decano della Facoltà di Comunicazione sociale istituzionale dell'ateneo -. La proposta dei propri valori in un contesto ostile diventa inutile. È importante che ci sia libertà di espressione anche per chi non è d' accordo. Occorre comunicare con rispetto, e riflettere su come valori così spesso controcorrente creino invece una ricchezza per la società. Questo modo di dialogare rappresenta un contributo alla vita umana». In una società che rischia di «cancellare una serie di idee e persino la libertà di espressione diventa imprescindibile presentare i valori cristiani, e riuscire a farlo in modo amabile».
Altro tema cruciale è la ricerca della verità. «Molta gente ha ancora tanta fiducia nella Chiesa - aggiunge il professore -, e proprio per questo diventa un'opportunità sapere che gli uffici della comunicazione istituzionale cercano di fare informazione in modo veritiero: questo genera ulteriore fiducia. Rispetto alle numerose spesso false notizie, la società è ormai disorientata. È importante dunque incoraggiare i credenti a trovare fonti corrette d'informazione, a non affidarsi al superficiale 'fast food informativo' consumato da moltissima gente. Quando si stanno trattando temi molti profondi l'informazione molto veloce non serve e può rivelarsi dannosa». Per La Porte occorre «offrire un' informazione che metta insieme fede e comunicazione, ben sapendo che la fede genera il dialogo».
Con la cultura digitale «tutto si è accelerato diventando a un tempo molto più plurale e molto più invasivo», argomenta Daniel Arasa, vice decano della Facoltà ed esperto di comunicazione strategica e digitale. I pericoli di una comunicazione veloce e distorta sono sotto gli occhi di tutti. Per questo «uno degli obiettivi imprescindibili è sensibilizzare gli operatori dell'informazione. Occorre promuovere uno spazio di comunicazione che rispetti tutti e non sia superficiale. Con la diffusione delle nuove tecnologie si è sicuramente privilegiata la velocità ma si tende a polarizzare troppo il dialogo, non si utilizza sufficiente spirito critico. Così facendo rischiamo di diventare noi stessi diffusori di false notizie». Papa Francesco, ricorda Arasa, per contrastate le falsità ci esorta a «promuovere la dimensione umana e cristiana. Riconoscerci creature ci incoraggia a essere educatori per la verità».

(Graziella Melina)

da Avvenire del 10 aprile 2018, pag. 18