UFFICIO NAZIONALE PER LE COMUNICAZIONI SOCIALI
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Parole nuove, e c’è speranza

Cinque appuntamenti online per riflettere e confrontarsi in diretta streaming sui temi del Messaggio di Papa Francesco per la GMCS.
18 aprile 2017

Mentre in rete e sui social network si diffondono le fake news, le cosiddette 'bufale', e si alimentano violenza e odio attraverso un uso sempre più corrente di hate speech, i discorsi online divisivi e sprezzanti, come si fa a comunicare speranza e fiducia con quello stile costruttivo e aperto richiesto da papa Francesco nel suo messaggio per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali 2017? Per rispondere a questa e ad altre domande sul mondo dei media l'Associazione Webmaster Cattolici Italiani (WeCa), in collaborazione con l'Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali della Cei, propone un ciclo di incontri in diretta streaming. Per cinque mercoledì consecutivi, dal 26 aprile al 24 maggio, sarà possibile infatti dialogare con alcuni professionisti del campo dell'educazione, della politica, della società e della pastorale e approfondire i contenuti e gli spunti offerti dal Messaggio di Francesco per la Giornata, che si celebrerà il 28 maggio.
Non si tratta di un corso o di una serie di conferenze ma di occasioni di riflessione e confronto a cui tutti possono partecipare, semplicemente collegandosi dal proprio computer o dallo smartphone.
In gergo tecnico si chiama webinar, cioè seminario interattivo su Internet, ed è appunto un evento live a cui si può prendere parte in diretta. «Questa modalità, già testata in precedenza, si è rivelata interessante ed efficace sia per la sua interattività sia perché rende immediatamente disponibili i materiali su Youtube e sui social. Cosa che permette di isolare i concetti-chiave di ogni incontro per proporli in forma di microcontributi, agevolmente reperibili in rete e condivisibili», spiega Giovanni Silvestri, responsabile del Servizio informatico della Cei e presidente di WeCa, per il quale questo materiale può risultare prezioso - anche al di là della diretta - per le realtà parrocchiali e diocesane, i formatori, i catechisti e gli operatori della comunicazione. Inoltre, la formula dei webinar, che «viene riproposta non per continuare una tradizione avviata ma perché risponde a una domanda che proviene dal territorio», si adatta bene «ai differenti livelli di possibilità d'impegno». «Non è superficiale, si distingue per la freschezza dell'interazione che rappresenta un valore aggiunto e per la sua flessibilità - osserva Silvestri - è uno strumento alla portata anche di chi non ha tempo per un progetto più impegnativo». Quello dei webinarè poi un format che «non necessita di particolari risorse economiche o tecniche, e dunque è facilmente replicabile a livello locale», aggiunge il presidente di WeCa ricordando che «l'Associazione è a disposizione di quanti volessero realizzare l' iniziativa nel proprio contesto».
«Con mezzi semplici si può offrire un contributo interessante a una platea vasta, questo è uno spunto per il territorio», gli fa eco Stefano Proietti, dell'Ufficio Cei per le comunicazioni sociali. «Il desiderio è che le persone possano tirar fuori le loro curiosità e interloquire con alcuni esperti che declineranno il Messaggio del Papa nelle varie dimensioni della vita in modo da intercettare la realtà concreta di ciascuno », sottolinea Proietti evidenziando che questa iniziativa si affianca alla pubblicazione di Comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo, edito da La Scuola e curato dal massmediologo Pier Cesare Rivoltella, che contiene diversi commenti, molti dei quali firmati dagli stessi interlocutori delle dirette online. La proposta formativa dei webinar, leggera e di primo livello, può completarsi dunque con un testo che rimanda a esercitazioni e ulteriori materiali utili per la riflessione e come strumento per incontri e attività.
Sempre per farsi interrogare dal Messaggio e metterne in pratica le indicazioni, conclude Proietti, «sono disponibili sul sito www.chiesacattolica.it/gmcs2017 contributi, tra cui le schede che presentano pellicole cinematografiche a tema e segnalazioni di iniziative locali».
(Stefania Careddu)

da Avvenire del 18 aprile 2017, pag.18