Ogni singolo frammento di ciò che avviene è una grande storia da comprendere e, magari, narrare. La memoria personale e collettiva si nutre di tali racconti. Ed è proprio questa una delle funzioni principali della narrazione: organizzare i fatti in storie ben strutturate, in modo da trasmettere significati, conoscenze e identità culturali. Per questo, un elemento connaturale a questo atto comunicativo è l’ascolto. Solo in questo modo le singole storie, come tanti frammenti, entrano in qualcosa che eccede la nostra stessa dimensione, componendo il grande mosaico dell’esistenza. La narrazione non si nutre mai solo del sé, ma si arricchisce sempre di più con il noi. Il primo è produttore di autoreferenzialità; il secondo plasma invece un contesto comunitario. Non è un semplice dettaglio semantico, ma un impegno etico perché non venga soffocata la bellezza della condivisione. Perché in fondo, raccontare è sempre un atto di resistenza contro l’oblio, e ascoltare è la promessa che nessuna voce resterà inascoltata nel coro dell’umanità.
Vincenzo