UFFICIO NAZIONALE PER LE COMUNICAZIONI SOCIALI
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Grande successo per il Lecco Film Fest

Oltre 5000 presenze, 4 giorni, 22 eventi, 11 proiezioni (di cui 1 anteprima nazionale), 25 ospiti e giornalisti, 2 percorsi formativi.
9 Luglio 2025

Grandi numeri per la sesta edizione del Lecco Film Fest: oltre 5.000 presenze totali di pubblico, 4 giorni, 22 eventi, 11 proiezioni (di cui 1 anteprima nazionale), 25 ospiti e giornalisti, 2 percorsi formativi (Nuovi Talenti Lab e Opera Prima). Grazie ai social media ufficiali del festival e al grande coinvolgimento degli ospiti i contenuti del festival sono stati visti più di un milione di volte. Si tratta di numeri che dimostrano che il festival organizzato da Fondazione Ente dello Spettacolo e promosso da Confindustria Lecco e Sondrio si è ormai imposto nel panorama nazionale per la sua rilevanza.
Marco Campanari, presidente di Confindustria Lecco e Sondrio, ha affermato: “Offrire al territorio un festival di cinema e cultura significa creare uno spazio di bellezza, di confronto e di riflessione. Crediamo che ciò sia avvenuto anche in questi giorni, grazie ai numerosi temi affrontati, sia attraverso i film, sia attraverso i dialoghi con tutte le protagoniste ed i protagonisti del festival. Ognuno di noi, ne siamo certi, si è portato via qualcosa: uno spunto, una riflessione, un pensiero. Abbiamo toccato molti temi, incluso quello del lavoro – e ricordiamo che il cinema è anche lavoro, creatività, filiera produttiva che genera lavoro e occupazione. In particolare, è emerso con forza il valore della dignità del lavoro. Ci teniamo a ribadire, anche in questo contesto, che non esiste una gerarchia tra i lavori: non ci sono mestieri con meno dignità di altri”.
“Il Lecco Film Fest – ha sottolineato mons. Davide Milani, presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo – è più di un evento cinematografico. In questa settimana, i protagonisti del cinema e della cultura che sono intervenuti non sono stati semplici volti noti da esibire, ma persone che hanno scelto di condividere con il pubblico qualcosa di sé. Ed è sempre sorprendente constatare come molti, in questo contesto, arrivino a confidare esperienze intime, dettagli profondi delle loro vite, quasi come se si sentissero in famiglia, in una comunità in cui entrano a fare parte. La memoria di questi tempi si costruisce infatti solo insieme, nel dialogo e nell’ascolto reciproco, dentro relazioni vere”.
“Un festival - ha dichiarato Angela D’Arrigo, curatrice del Lecco Film Fest –  che continua a mantenere al centro il dialogo, l’incontro, la contaminazione tra generazioni e tra sguardi diversi. È questa impostazione che rende il programma così ricco e capace di arricchire ogni singolo evento. Il Lecco Film Fest si compone di tante cose: gli incontri in piazza, certo, ma anche le proiezioni, i percorsi formativi, le attività per i giovani, le collaborazioni con enti e associazioni. Tenere insieme tutto questo a volte è complicato, ma sempre entusiasmante. Ed è proprio questa molteplicità di anime a definire l’identità del festival”.
La sesta edizione del Lecco Film Fest, svoltasi dal 3 al 6 luglio, ha trasformato la città in un vivace centro culturale, dove cinema, letteratura e musica si sono intrecciati per quattro giorni di grande partecipazione. Il ricco programma ha reso Lecco un palcoscenico diffuso e, fin dalla prima giornata, è stata registrata una grandissima partecipazione: il pubblico è accorso per Ottavia Piccolo, una delle attrici più raffinate e versatili del cinema italiano, per Federica Luna Vincenti, attrice e produttrice teatrale e cinematografica, ma anche cantante e compositrice, per il regista Silvio Soldini con il suo ultimo film Le assaggiatrici, proiettato in una Piazza Garibaldi che ha registrato un sold out con oltre 500 spettatori.
Durante la seconda giornata tutto esaurito per Mario Martone che ha presentato il suo ultimo lungometraggio, Fuori, insieme alla sceneggiatrice Ippolita Di Majo. E poi la regista Laura Luchetti che ha ricevuto il primo Premio Lucia, dedicato al talento e all'impegno femminile nel mondo del cinema; Andrea Pallaoro, il regista di Medeas, Hannah, Monica, che indagano con straordinaria lucidità il femminile, lo spazio, l’abbandono, restituendo corpi e silenzi come paesaggi emotivi.
Un incontro intenso e profondamente umano ha visto protagonisti il regista Mattia Colombo e Cristina Cattaneo, direttrice del LABANOF, il Laboratorio di antropologia e odontologia forense. I due ospiti hanno accompagnato la proiezione del documentario Sconosciuti puri, di Mattia Colombo e Valentina Cicogna.
Nicoletta Romanoff, attrice di grande intensità, che ha condiviso la sua esperienza sul set ma soprattutto si è svelata al pubblico nella veste nuova di autrice del libro Come il tralcio alla vite. Davide “Boosta” Di Leo, musicista e fondatore dei Subsonica, ha dato voce a riflessioni sul rapporto tra musica e immagine. Durante la terza giornata, si è tenuta la proiezione in anteprima di Figli di Haiti, docufilm firmato da Alessandro Galassi e prodotto con il sostegno di Avvenire. Un’opera breve ma densa, che evita le scorciatoie del sensazionalismo per restituire il volto dimenticato di una tragedia collettiva, quella di Haiti, attraverso uno sguardo paritario, condiviso, umano. Dopo la proiezione, la sala si è trasformata in un’agorà critica. Insieme al regista, hanno dialogato mons. Davide Milani, Alessandro Belloli, Direttore generale di Avvenire, la giornalista e inviata Lucia Capuzzi, lo scrittore e cooperante Roberto Codazzi.
Nella cornice del festival, si è tenuto anche il momento di riflessione – Imprese, istituzioni, cultura e comunità per ridisegnare l’identità del territorio – che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo imprenditoriale, culturale e sociale, per un dialogo aperto sul futuro della città.
Infine, la regista Rossella Inglese e l’attrice Giorgia Faraoni hanno presentato il film L’origine del mondo. È per questo che la regista ha ricevuto il Premio Lucia. Il giorno seguente l’attore e regista Giovanni Esposito ha incontrato il pubblico del Lecco Film Fest presentando la sua opera prima Nero (2024) e raccontandosi al pubblico nel Cinema Nuovo Aquilone.  Come da tradizione, il Lecco Film Fest ha ospitato un confronto tra giornalisti sui temi più sensibili del momento, quest’anno moderato da Daniele Bellasio (Sole 24 Ore) con tre voci autorevoli del giornalismo contemporaneo – Marco Bardazzi, giornalista e fondatore dell’agenzia di comunicazione BEA; Liliana Faccioli Pintozzi, caporedattore esteri di Sky TG24; ed Enrico Mentana, direttore del Tg La7.
Per il gran finale le altre due consegne del Premio Lucia: Barbara Chichiarelli, per la sua versatilità e intensità interpretativa, e Marta Donzelli, produttrice cinematografica e figura centrale nella promozione di un cinema d’autore indipendente e sensibile alle questioni di genere. Accanto a Marta Donzelli, Filippo Scotti, protagonista del film Le città di pianura di Francesco Sossai, presentato e proiettato in anteprima nazionale al Lecco Film Fest.
Grande successo anche per “C’è ancora domani per la critica?”, la tavola rotonda che ha riunito dieci critici cinematografici under 35 per riflettere sul futuro della critica tra crisi dell’editoria, AI e mancanza di ricambio generazionale. Anche i due progetti di formazione si sono confermati essenziali all’interno del festival. “Nuovi Talenti LAB”, il laboratorio per registi under 35 promosso dalla Fondazione Ente dello Spettacolo con il sostegno di MiC e SIAE – “Per Chi Crea”, ha accompagnato sei autori nello sviluppo della loro opera prima, con incontri, mentorship e workshop. In particolare, è stata entusiasmante la masterclass del maestro Vittorio Storaro. Per il sesto anno, il corso di scrittura per cinema e serialità, Opera Prima, organizzato collaborazione con l’Istituto di Studi Superiori Giuseppe Toniolo, dedicato a studenti delle scuole secondarie di secondo grado del territorio lecchese. Il progetto si è confermato come uno dei momenti formativi centrali del Lecco Film Fest e ha ribadito l’impegno del festival nel promuovere un’educazione critica e consapevole al linguaggio audiovisivo contemporaneo per i giovani, valorizzandone talento e sguardo creativo.