Il linguaggio delle lacrime: ha molto colpito questa espressione utilizzata da Papa Leone XIV nell’omelia della Veglia di preghiera in occasione del Giubileo della consolazione (15 settembre 2025). È molto interessante perché pone l’accento su un aspetto che il più delle volte viene ridicolizzato. Espressione, questa, dell’incapacità di saper andare in profondità di ciò che avviene. Anche nei sentimenti. Le lacrime sono un codice linguistico che, ha ricordato Papa Leone, “parla della nostra umanità”. Per questo, non bisogna vergognarsi di “parlare” attraverso di esse. In apparenza può essere considerato sinonimo di debolezza, nella realtà è trasmissione della pienezza di vita, che è fatta di gioie e di dolori e che il pianto condensa in un unico segno espressivo. Che sia anche questo linguaggio la via per scuotere il torpore davanti alle tragedie che l’umanità continua a vivere? Riflettiamoci!
Vincenzo