L’Anno giubilare, che giunge ormai alla chiusura, ha offerto una possibilità per riscoprire il gusto del cammino, dell’incontro e del tempo. Tutti aspetti che, richiamandosi a vicenda, confermano l’importanza del protagonismo personale nelle stagioni della vita. E la comunicazione è uno dei fili rossi che tiene l’insieme. Il richiamo al camminare pone fortemente l’accento sulla necessità di relazioni che accompagnino, sostengano e facciano fruttificare i doni ricevuti. Sono gli incontri che plasmano emozioni, sentimenti, comportamenti, dando forma a personalità mature. In questo senso, suonano come profetiche le parole di papa Francesco: «Oggi, quando le reti e gli strumenti della comunicazione umana hanno raggiunto sviluppi inauditi, sentiamo la sfida di scoprire e trasmettere la “mistica” di vivere insieme, di mescolarci, di incontrarci, di prenderci in braccio, di appoggiarci, di partecipare a questa marea un po’ caotica che può trasformarsi in una vera esperienza di fraternità, in una carovana solidale, in un santo pellegrinaggio. In questo modo, le maggiori possibilità di comunicazione si tradurranno in maggiori possibilità di incontro e di solidarietà tra tutti» (Evangelii gaudium, 87). Il cammino, gli incontri, la fraternità… tutto avviene in un tempo che va colto nella sua pienezza. La comunicazione, modellata con creatività, riesce a integrare testa, cuore e mani con un ritmo chiaro e definito, accompagnato da libertà e docilità. Quali i frutti? «Persone di parola e costruttori di pace», sottolinea papa Leone.
Vincenzo