UFFICIO NAZIONALE PER LE COMUNICAZIONI SOCIALI
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

“Scarp de’ tenis” di agosto ricorda Amatrice

È in vendita il numero di agosto di "Scarp de' tenis", il mensile della strada promosso da Caritas Ambrosiana e Caritas Italiana.
1 agosto 2019

"L’ingiustizia sociale è una bestemmia". Si apre così l'editoriale di Stefano Lampertico che apre il numero di agosto di Scarp de' tenis, il mensile della strada promosso da Caritas Ambrosiana e Caritas Italiana. Il direttore continua poi la sua riflessione...

«Alle 22 circa del 4 luglio 2019, in virtù dell’articolo 28 comma 1 del regolamento di Polizia Urbana (articolo che vieta il bivacco per strada e sanziona le persone senza fissa dimora), una persona in condizione di senza dimora è stata multata di 200€ perché dormiva in Piazza Piccapietra».
Succede a Genova, in piena estate. La denuncia, sui social, è dell’Opera sociale dei Gesuiti San Marcellino. Si punisce, insomma, chi vive per strada, come se vivere in quelle condizioni di disagio estremo, di dignità negata, di umanità calpestata, fosse una scelta “romantica”. Lo si punisce in nome del decoro urbano. Con una misura avvilente, inutilmente cattiva verso chi la subisce e che, con molte probabilità, finirà per non essere pagata.
Lo stesso giorno, sempre il 4 luglio – lo apprendiamo dal sito della Fio.PSD (l’organizzazione che riunisce gli organismi impegnati in progetti per le persone senza dimora), l’Inps ha rilasciato la circolare 2521 (Prestazioni a sostegno del reddito riferite a soggetti senza fissa dimora. Chiarimenti al messaggio n. 689 del 20 febbraio 2019) nella quale si ribadisce che “Le persone senza fissa dimora sono persone che non hanno una residenza fissa, ma hanno il diritto di ottenere una residenza, ancorché “fittizia”, nel Comune dove hanno stabilito il proprio domicilio...”.
Una buona notizia, perché il requisito della residenza è fondamentale per avere accesso alle prestazioni di sostegno al reddito e a tante altre forme di assistenza (sanitaria e non solo). Peccato che molti Comuni considerino questa circolare come inutile, pongano ostacoli all'ottenimento di questo sacrosanto diritto, ne ignorino addirittura l’esistenza.
Insomma. Tante multe, pochi aiuti. E l’esercito degli invisibili, 50 mila persone senza dimora in Italia, continua a ingrossarsi.Senza che neppure si intravedano, nel futuro immediato, misure concrete di lotta alla povertà e strumenti di sostegno per gli ultimi della fila. È il tempo della denuncia. Un Paese che abbandona i più poveri al loro destino non è un Paese civile.