Le domande sono tante. La prima, pur se scontata, è sicuramente: perché? A questa seguono: come si può arrivare a tale livello di indecenza? Esiste ancora il senso del limite? E il pudore? Sono sentimenti demodé? Ma soprattutto: cosa stiamo lasciando alle nuove generazioni? L’estate ci ha consegnato l’ennesima degenerazione del web con la mercificazione del corpo femminile. Qualsiasi termine si possa usare per descrivere la questione, pur nella ricchezza semantica della nostra lingua, non può racchiudere tutto lo sdegno che fatti del genere possono suscitare. Di certo, si tratta di immoralità, ovvero di attitudini che vanno contro i fondamenti dell’umanità. La denuncia e l’azione di tutte le Istituzioni per fermare questa piaga sociale certamente servono, ma a queste deve unirsi un moto collettivo che porti all’impegno concreto e, soprattutto, all’educazione e al rispetto. Il problema della rete va risolto nei nodi che legano i vari fili. E questo prima che sia troppo tardi!
Vincenzo